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Il bridge... per me è sempre stato un modo di essere migliore, di mettermi alla prova, di imparare a parlare un linguaggio nuovo; quando, a 13 anni, un amico mi disse che voleva imparare il bridge, io mi chiesi che cosa fosse, e andai nella biblioteca di Santo Spirito che era stata appena aperta, con mucchi di libri polverosi ammassati alla bell'e meglio, a cercare questa parola nella grande enciclopedia Treccani: allora, quella era la "summa" del sapere nei libri. Il bridge, quando io ho iniziato, era considerato come un qualcosa di strano, non conosciuto, visto, forse, qualche volta nei film.
Un anno dopo, in vacanza, vidi un libro nella vetrina di una libreria, "Imparate il bridge da soli", che era confezionato insieme ad una scatola con l'autobridge: lo comprai e lo iniziai a leggere appena arrivato in albergo.
E così iniziai a giocare a bridge, con le prime prove fatte un po' con l'autobridge e un po' con un amico francese, giocando a "doppio morto" (nel senso che giocavamo in due e c'erano due morti!!!).
Alcune di queste cose che ho detto, per chi non conosce il bridge, sono difficili da capire, e devo riconoscere che chi sceglie il bridge, sceglie una cosa molto complicata, che un po' separa dagli altri, o che, se volete, accomuna ad altri ai quali piacciono le cose complicate. In più sembra una cosa snob, una cosa da pochi, e che pochi possono fare... niente di più sbagliato! Il bridge è il principe dei giochi "democratici"! Basta infatti un mazzo di carte e 3 amici per divertirsi e per moltissimo tempo: se imparate, preparatevi a perdere il sonno per giocare e per parlarne continuamente. Di ritorno da un torneo, delle mani giocate si parla per molto tempo.
Nei tornei, il bridge si gioca con le carte duplicate, per cercare di essere tutti nelle stesse situazioni di partenza.
Ancora, il bridge è un ottimo allenamento mentale, una palestra per dominare le proprie emozioni; giocarlo fa provare uno stress emotivo che, siccome è fatto nel gioco, alla fine non produce danno, ma anzi affascina senza rimedio.
Inoltre è un ottimo collante per le relazioni sociali e per imparare a condividere strategie e obbiettivi, programmare algoritmi di azioni complesse in poco tempo.
Hanno constatato che chi gioca la mano a bridge ha le reazioni fisiologiche molto simili a quelle che ha un chirurgo mentre opera!!!
Chi è in cerca di qualcosa di diverso, di attraente, in qualche modo di esclusivo e inclusivo insieme, un gioco che si può fare dovunque e con chiunque, deve provare il bridge!
Inoltre il bridge è adatto agli italiani: la genialità, la capacità di arrabbiarsi e dimenticare, tutte queste cose sono proprie del popolo dello stivale; e infatti, gli italiani vincono da sempre a bridge, come in nessun altro sport.
A questo proposito voglio sottolineare che il bridge è uno sport "mentale" riconosciuto dal CONI: si disputano olimpiadi, campionati del mondo campinati europei: i nostri "vecchi" campioni e i nostri nuovi campioni del BLUE TEAM spadroneggiano da più di mezzo secolo nelle scene internazionali. Possiamo essere fieri di essere italiani, almeno da questo punto di vista.
Il bridge, inoltre, è molto vario: le tecniche "particolari" e "spettacolari" sono in gran numero, e non sono facili da imparare. Ne cito alcuni nomi per curiosità:
squeeze o compressione, riduzione d'atout, eliminazione e messa in presa, perdente su perdente, morto rovesciato, tagli incrociati, giochi di sicurezza e alcuni più semplici come l'affrancamento del colore, l'impasse, l'allungamento delle atouts, il conto della mano. Per capire quanto sia ricco il bridge considerate che esistono molti libri che parlano anche solamente di una di queste tecniche: la compressione. E di queste tecniche particolari nel bridge poi esistono le eccezioni spettacolari, le mani che poi vengono raccontate nei film di 007 (Gioca a golf al Royal St. George e bridge al Blades) e altri.
A bridge si vince quanto più si è regolari e non per le tecniche particolari; solo che a me queste tecniche mi hanno sempre dato una emozione in più, e cercando di attuarle, mi sono divertito di più.
Ma parlare solo del bridge in sè non basta: quello che è importante veramente sono le persone che lo praticano, che diventano una risorsa per alleggerire le giornate, che ti aiutano a capire come reagisci in situazione di stress, con i quali sperimenti nuovi linguaggi e nuove strategie comunicative. Ecco perchè fare un sito per l'Associazione Bridge Agrigento: creare un luogo virtuale dove noi associati facciamo sapere che ci siamo e dove siamo. Un luogo dove, chi cerca su Internet (la nuova Treccani) la parola bridge insieme alla parola Agrigento può trovare una risposta mettendosi in contatto con noi e togliersi una (o più!) curiosità.
Benvenuti nel sito del bridge dell'associazione di Agrigento.
Giocate con noi.





